Nitro è un gioco. per adulti che non crescono (quasi) mai. qui si parla anche di loro.
eccovi un pezzo scritto da me e appunto pubblicato su Nitro:
Il Dr. Jekyll e Mr. Piana
E’ nevicato tutta la notte, tira un’arietta gelida, le strade sono scivolose e a tratti anche ghiacciate, meglio non rischiare di dare una bottarella con la macchina nuova, sì, è sicuramente meglio prendere l’autobus ti dici, mentre battendo con impazienza i piedi intirizziti, aspetti la navetta che dallo stadio ti porterà in piazza… magari ti fumi anche una sigaretta e pensi ai fatti tuoi, poi sali, timbri il biglietto, ti siedi finalmente al calduccio e dài un’occhiata distratta, troppo distratta, all’impeccabile conducente, non ti accorgi di quel lembo rosso di tessuto ignifugo che spunta dalla giacca della divisa e perché i guanti Sparco e oddio cosa ci fa un casco sul sedile di fianco e ……e….. e…. e potrebbe cominciare proprio da qui la storia romanzata del piu’ veloce autista della provincia di Piacenza e non solo, ma…tranquilli gente, come dice il protagonista EUGENIO PIANA “ai nostri passeggeri diamo il massimo del confort, ma solo agli spettatori dei rally diamo SPETTACOLO!”
Allora Eugenio, si dice che sei di Monza, sarà per questo che vai così forte?
Ma và! a Monza ci nasco e basta, la passione comincia nel ’76 o giu’ di lì in Val Trebbia sul Passo del Cerro quando mio zio Giovanni mi portava a vedere il Valli Piacentine e il 4 Regioni, avevo solo 10 anni, ma già sapevo cosa avrei voluto fare da grande, guidare! E infatti è quello che ho sempre cercato di fare con tutto ciò che aveva un motore….
appena ho avuto 14 anni sono andato con il vespino a vedere tutti i rally che si facevano quà attorno pioggia sole giorno e notte ed è stato lì che ho incontrato il grande amore della mia vita, ed è scoppiato il colpo di fulmine con la A112 Abarth e il mitico Trofeo, delle vere piccole bombe che suscitavano un’incredibile entusiasmo tra gli spettatori quando passavano per ultime sulle speciali in mezzo ad un tifo da stadio…lo spettacolo era garantito! immaginate 70/80 macchine tutte uguali guidate da ragazzi di ventanni che si scannavano ad ogni metro, le prime 5 dopo 3 ore (180 minuti) di prove speciali stavano in dieci quindici secondi al massimo, una lotta con il coltello sempre tra i denti, ricordo centinaia di persone che facevano la ola alla curva dei gabbioni di rocca susella…momenti indimenticabili, ma…….
ma?
ma disgrazia vuole che io sia nato fuori tempo, troppo giovane al momento buono, e troppo vecchie le auto (finito ormai il trofeo), quando finalmente avrei potuto avere la licenza! però non ho mollato, ho fatto qualche anno con i kart, la 100 Internazionale, mi son sposato, ho lavorato, insomma una vita normale, ma non ho mai smesso di cercarla e alla fine l’ho trovata, rossa! con il cofano nero! e l’ho rifatta (anzi “creata” dice testualmente n.d.a.), tutta! vite per vite, lamiera per lamiera, io con le mie mani e con anche quelle del Geppo Guagnini. E appena è stata pronto gara, preparata al 100 per 100, lucida come uscita dalla fabbrica, l’ho riportata nel suo habitat naturale: i rallyes, stavolta quelli storici.
dunque l’esordio…..?
beh…come esordio non potevo fare di meglio! penso di essere l’unico rallysta al mondo beccato dalla stradale al distributore a 50 mt da casa alle 4 della mattina e castigato dagli inflessibili agenti per nulla impietositi dalla mia triste storia d’amore con la piccola Autobianchi, con un bel verbalone da 750 (diconsi settecentocinquanta) €. e devo anche ringraziare che non mi han sequestrato tutto…lassum perd ca l’è mei dasmingassia cert rob!!!
Ma la buona sorte non mi aveva mica abbandonato, tant’è che alla successiva Coppa Feraboli ancora un aiuto dal cielo sotto forma di un semiasse rotto dopo solo 3 km… saran state le preghiere del mio buon navigatore Giovanni Piga, perché ero così “caldo” ca sa s’rompa mia al semiass chissà in dua sarisma andè a finì!…in quei tre kilometri amma vist la madonna a tutt i curav!!!
Però ho imparato la lezione, altrochè…. al rally del Ciocco, sempre con Piga, finisco 1° di classe e 10 nell’assoluta, a Bardolino, stavolta con Mauro Balletti, ancora 1° di classe e poi si ritorna al Valli Piacentine dove faccio un altro primo di classe e concedo il bis a Cremona (nelle cui curve stavolta, invece della Madonna, vedevo solo ogni tanto qualcuno scappare…ma non ho capito bene perché, e anche il naviga quando è uscito da sotto il sedile non mi ha saputo dir niente….)
Solo la mia corsa mi ha fregato…il Rally di Bobbio, lì ero davvero carico come una molla…la prima prova, la Centomerli, è un vero toboga, una manna per il mio dodici, la sapevo a memoria, son partito con il coltello in mezzo ai denti e siam scesi come diavoli..3° tempo assoluto!! non ci credevo nemmeno io, mi sentivo mezzo Cunico e mezzo Tabaton…pensandoci bene forse piu’ mezzo Tabaton, perché la prova dopo mi son stampato contro la montagna in una curva stupida che avrei fatto anche con la corriera….ma forse a 80km in meno!!!!!
Però ho tenuto per ultimo il Rally di Moncalvo, nell’Astigiano, la gara che considero un po’ il mio fiore all’occhiello e devo dire con una certa soddisfazione che la mia centododici al parco chiuso mi ha sussurrato che era proprio fiera di me…è stata dura anzi durissima, eravamo in testa alla classe e all’uscita dell‘ultima prova siam rimasti con la leva del cambio in mano! panico e disperazione…già vedevo sfumare lo striscione dell’arrivo quando da dietro una fila di auto non ti sbuca il Geppo? (dovete sapere che Geppo Guagnini di Rivergaro, con suo figlio Andrea e il team manager Renatino, appartengono ad una strana razza di preparatori da rallies che nelle notti di gara (come appunto gli elfi delle foreste incantate) sfoderano il dono dell’ubiquità, sono ad ogni fine prova, anche a due contemporaneamente, nessuno ha ancora capito come facciano, però è cosi, e quella volta il Geppo o il suo fantasma, ancora non lo so, si è buttato sotto la macchina e in 3 minuti ha fatto quello che se vai a fare un tagliando in concessionaria ci voglion 3 ore di manodopera. Cioè ha sistemato tutto e ci ha permesso di tagliare il traguardo…a loro và il merito di questa vittoria…..e a lei, alla mia piccola, infatti il pezzo rotto era l’unico non originale!!!!!
L’ultima cosa Eugenio….allora la vecchia battuta che girava tra i rallisti piacentini anni 80 per dire che s’era fatto un tempo orrendo in speciale: “ ho fat al teimp d’la curera da la Betla ai Prei” ( trad. ho fatto il tempo della corriera di linea da Bettola a Perino, e a qualcuno è capitato per davvero!), non è piu’ attuale?
No, no, credo proprio che la linea ci sia ancora….ma se la guido io la battuta non vale piu!!!!!!
Vabbè cari amici e passeggeri vi salutiamo insieme al nostro dr.Jeckill e Mr. Piana e siamo convinti che se vi capiterà ancora di prendere l’autobus……non sarà piu’ la stessa cosa!